Tuesday, April 20, 2021

L'altalena del respiro di Herta Muller - recensione letteraria / The Hunger Angel by Herta Muller - book review

 

Carissimi lettori,

Oggi recensisco il libro L’altalena del respiro, libro che fecce vincere alla scrittrice tedesca, nata e cresciuta in Romania, Herta Muller, il premio Nobel per la letteratura. Vi ricordo che precedentemente ho parlato della vita di questa autrice nel post relativo alla recensione del libro “La volpe era già il cacciatore” e se non lo aveste ancora letto oppure se voleste solo rinfrescarvi la memoria, QUI troverete l’articolo.

Il libro L’Altalena del respiro parla di un evento poco conosciuto che ebbe luogo cominciando dai paesi del blocco comunista subito dopo la fine della seconda guerra mondiale e finendo in dolore, sofferenza e morte nei paesi de l’ex unione sovietica. Già dal gennaio del 1945, quando la guerra non era ancora finito ma era ormai ovvio che la Germania fosse sconfitta, “il generale sovietico Vinogradov richiese al governo rumeno, in nome di Stalin, che tutti i tedeschi abitanti in Romania fossero impiegati nella ricostruzione dell’Unione Sovietica distrutta dalla guerra. Tutti gli uomini e le donne con età compresa fra i diciassette e i quarantacinque anni furono deportati in campi di lavoro forzato sovietici”. Questa è la postfazione del libro, che la scrittrice scrive per spiegare meglio il contesto in cui si svolgono gli eventi di questo libro. La madre della scrittrice fu una dei tanti deportati. Questo libro non è un libro di fantasia ma una preziosa testimonianza in quanto il personaggio principale Leopold Auberg viene costruito e creato attraverso i ricordi di Oskar Pastior, anche lui deportato insieme ad altri cittadini di origine tedesca, in carri bestiame, nei campi di lavoro dei paesi dell’ex Unione Sovietica. Questo libro racconta le deprivazioni, la fame, il dolore, la disperazione che Oskar Pastior condivise e che Herta Muller annottò in quattro quaderni. Questo romanzo doveva essere un romanzo a quattro mani ma nel 2006 Oskar Pastior morì improvvisamente lasciando la scrittrice sola con i loro manoscritti e soltanto gli abbozzi per il testo di alcuni capitoli. Da questo punto Herta Muller procede da sola e scrive un romanzo potente con un messaggio indimenticabile, impressionante che si guadagna l’apprezzamento della più alta commissione letteraria. Alla forza di queste confessioni si aggiunge il magnetismo, la metafora, la poesia e il simbolismo della narrazione di Herta Muller e insieme creano un romanzo realistico, duro, scarno e allo stesso tempo surreale e ossessivo. Il personaggio principale di questo libro, Leopold Ausberg, insieme al suo alterego antagonico, “l’angelo della fame”, dipingono le deprivazioni che la vita in un lager di lavori forzati comporta. In questo modo scopriamo concetti come la “fame cronica”, la fame che fa ammalare di fame, che conferisce poteri straordinari al cibo trasformandolo nel padrone dell’uomo. La fame come una “potenza estranea” non guarda in faccia nessuno, i compagni di stanza si rubano il pane a vicenda, un marito sottrae la minestra alla moglie, si mangia di tutto per non morire, i resti della cucina, bucce di patate, erba, neve e persino formiche e vermi. Solo una volta raggiunta la felicità della bocca ci si può sperare nella felicità della mente ma nel lager la felicità della mente non c’era mai perché nelle bocche di tutti c’era la fame. Dopo aver visto tanti compagni di lager morire di fame, Leopold anche a distanza di tanti anni mangia con tanto gusto per non farsi venire voglia di morire. I rapporti di Leopold con gli altri detenuti iniziano già nel vagone bestiame che li porta nel lager dove ogni individualità scompare e dove sono costretti a non usare riguardi per culminare poi in una diffidenza che li fa sospettare l’un, l’altro. In questa occasione dovrei nominare personaggi come Trudi Pelikan, una graziosa giovane compaesana di Leopold che all’inizio viene descritta come un fiore delicato e che mantiene il suo pudore e la sua compostezza anche dopo essere tornata per sempre sfregiata dal lager, Tur Prikulitsch, un detenuto come tutti gli altri ma che proprio come succedeva nei campi nazisti viene eletto kapo e in questo ruolo egli maltratta, ruba e sottopone a vere torture gli altri prigionieri per ottenere favori dal vero comandante del lager, Sistvanenov. Un altro personaggio chiave è Bea Zakel, anch’essa una detenuta del lager ma amica e poi amante di Tur Prikulitsch che nonostante partecipi insieme a lui agli abusi sugli altri detenuti, ha un occhio di riguardo per Leo. Personaggi di rilievo sono anche Oswald Enyeter, barbiere e anch’egli detenuto nel lager che tuttavia non subiva gli stessi trattamenti e non veniva costretto ai lavori forzati in quanto praticasse un mestiere e Planton-Kati, una donna con un ritardo mentale che nonostante partisse sin dall’inizio svantaggiata, sopravvisse mangiando qualsiasi cosa e sopportando ogni atrocità con la mente di un bambino. Il sue essere semplice, cruda, sprovvista dei precetti inculcati dalla società le permetteva di cogliere meglio di tanti altri la vera natura delle cose. Personaggi come Irma Pfeifer, Heidrun Gast, Corina Marcu, Peter Schiel, Mitzi la muta rappresentano invece tutti coloro che non ce l’hanno fatta, i morti di fame, gli assiderati, i cadaveri buttati nudi nella neve perché “i morti non hanno bisogno di vestiti, quando i vivi congelano” nel tentativo di scacciare e tenere lontana la morte.

In questo libro l’autrice realizza anche una magistrale analisi psicologica della vita del detenuto cominciando dal suo rapporto di comunione con il lavoro in quanto un detenuto per poter sopravvivere non può pensare ad altro mentre lavora e si deve identificare con quello che fa, descrivendo dolcemente la nostalgia di casa come il posto dove una volta si era sazio e dipingendo in modo rude, secco il respingimento di qualsiasi sentimento umano. Anni di tortura in cui l’unica misura valida dice 1 colpo di pala = 1 grammo di pane, creano ossessioni, delirio, angoscia, estraneità e fallimento interiore. Herta Muller dipinge questi aspetti nei rapporti che si creano fra Leopold e la sua famiglia dopo il suo ritorno, rapporti fatti di evasione, sguardi pietosi e domande mai fatte che rafforzano la sua sensazione di solitudine.

L’altalena del respiro è un libro complesso, unico e indimenticabile grazie al modo genuino, poetico e allo stesso tempo realistico in cui l’autrice descrive non solo la pesantezza del lavoro, le deprivazioni e la morte ma anche le sorgenti psicologiche che governano, animano e allo stesso tempo reprimono la vita dei reclusi in un processo di integrazione alienante.

Come lettrice io preferisco i libri che mi possono insegnare qualcosa, che mi fanno scoprire nuove cose, nuovi concetti, fatti di cui non ero a conoscenza perché adoro leggere con la matita in mano prendendo appunti. L’altalena del respiro è un libro perfetto per qualcuno che cerca la lettura attiva e quindi lo consiglio a tutti coloro che cercano un libro che li arricchisca.

Libro disponibile anche in versione e-book



ENGLISH

Dear readers,

Today I am reviewing the book The Hunger Angel, a book that won the German writer, born and raised in Romania, Herta Muller, the Nobel Prize for literature. I remind you that I previously talked about the life of this author in the post related to the review of the book "The fox was already the hunter" and if you haven't read it yet or if you just want to refresh your memory, you will find the article HERE.

The book The Hunger Angel talks about a little known event that took place starting in the countries of the Communist bloc immediately after the end of the Second World War and ending in pain, suffering and death in the countries of the former Soviet Union. As early as January 1945, when the war was not over yet but it was now obvious that Germany was defeated, "Soviet general Vinogradov requested the Romanian government, in the name of Stalin, that all Germans living in Romania be employed in the reconstruction of Soviet Union destroyed by war. All men and women aged between seventeen and forty-five were deported to Soviet forced labor camps ”. This is the book's afterword, which the writer writes to better explain the context in which the events of this book unfold. The writer's mother was one of many deportees. This book is not a fictional book but a precious testimony as the main character Leopold Auberg is built and created through the memories of Oskar Pastior, who was also deported together with other citizens of German origin, in cattle wagons, to the labor camps of former Soviet Union. This book tells about the deprivations, hunger, pain, despair that Oskar Pastior shared and that Herta Muller wrote down in four notebooks. This novel was supposed to be a four-handed novel but in 2006 Oskar Pastior died suddenly leaving the writer alone with their manuscripts and only the drafts for the text of some chapters. From this point Herta Muller proceeds on her own and writes a powerful novel with an unforgettable, impressive message that earns the appreciation of the highest literary commission. To the strength of these confessions is added the magnetism, metaphor, poetry and symbolism of Herta Muller's narrative and together they create a realistic, sharp, gaunt and at the same time surreal and obsessive novel. The main character of this book, Leopold Ausberg, together with his antagonistic alter ego, "the angel of hunger", portray the deprivations that life in a forced labor camp entails. In this way we discover concepts such as "chronic hunger", the hunger that makes you sick of hunger, which gives extraordinary powers to food, transforming it into the master of man. Hunger as a "foreign power" doesn't look anyone in the face, roommates steal each other's bread, a husband steals his wife's soup, one eats everything not to die, the remains of the kitchen, potato skins, grass, snow and even ants and worms. Only once you have reached the happiness of the mouth one can hope for the happiness of the mind but in the camp there was never happiness of the mind because there was hunger in everyone's mouth. After having seen so many camp fellows dying of hunger, Leopold eats with so much appetite even after so many years to avoid making himself want to die. Leopold's relations with the other inmates begins already in the cattle wagon that leads them to the camp where all individuality disappears and where they are forced not to use regard to then culminate in a distrust that makes them suspect each other. On this occasion I should mention characters like Trudi Pelikan, a pretty young fellow from Leopold's village who is initially described as a delicate flower and who maintains her modesty and composure even after returning forever scarred from the lager, Tur Prikulitsch, an inmate like all the others but just as happened in the Nazi camps he is elected kapo and in this role he mistreats, steals and subjects the other prisoners to real torture to obtain favors from the real commander of the lager, Sistvanenov. Another key figure is Bea Zakel, also an inmate of the concentration camp but a friend and later lover of Tur Prikulitsch who, despite participating with him in the abuse of other inmates, has an eye for Leo. Notable personalities are also Oswald Enyeter, a barber and also a prisoner in the lager who, however, did not undergo the same treatments and was not forced into forced labor as he practiced a profession and Planton-Kati, a woman with a mental retardation who despite being disadvantaged from the start, she survived by eating anything and enduring every atrocity with the mind of a child. Her being simple, raw, unprovided of the precepts instilled by society allowed her to grasp the true nature of things better than many others. Characters like Irma Pfeifer, Heidrun Gast, Corina Marcu, Peter Schiel, Mitzi the mute instead represent all those who did not make it, the starving, the frozen, the corpses thrown naked in the snow because "the dead do not need clothing, when the living are freezing” in an attempt to chase away and ward off death.

In this book, the author also carries out a masterful psychological analysis of the life of the prisoner starting from his relationship of communion with work as a prisoner in order to survive cannot think of anything else while he works and must identify with what he does, by describing gently the homesickness as the place where he was once satiated and painting in a rough, sharp way the rejection of any human feeling. Years of torture in which the only valid measure says 1 stroke of a shovel = 1 gram of bread create obsessions, delirium, anguish, strangeness and inner failure. Herta Muller paints these aspects in the relationships that are created between Leopold and his family after his return, relationships made of escape, pitiful looks and questions never asked that reinforce his feeling of loneliness.

The Hunger Angel is a complex, unique and unforgettable book thanks to the genuine, poetic and at the same time realistic way in which the author describes not only the heaviness of work, deprivation and death but also the psychological sources that govern, animate and at the same time repress the life of the inmates in a process of alienating integration.

As a reader, I prefer books that can teach me something, that make me discover new things, new concepts, facts that I was not aware of of because I love reading with a pencil in my hand, taking notes. The Hunger Angel is a perfect book for someone looking for active reading and therefore I recommend it to anyone looking for a book that can enrich them.


The book is available also in English translation and Ebook format

Recensione letteraria realizzata dopo aver letto il libro L'Altalena del respiro di Herta Muller; editore: Feltrinelli; Collana: Universale Economica; 2012

Literary review made after reading the book The Hunger Angel (italian version) by Herta Muller; publisher: Feltrinelli; Series: Universal Economic; 2012




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27 comments:

  1. Unfortunately, I am not familiar with this author. But a very interesting review of this book. Thanks for the recommendation.

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  2. Thanks for your review:) have a lovely week...

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  3. Replies
    1. Thank you very much dear for your visit and comment.

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  4. Un libro interessante ed avvincente,che ci aiuta a scoprire ancora qualche cosa di più sulla vita e il destino di tante vittime del lager. Saluti.

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    1. Hai colto in pieno il messaggio di questo libro e di questo post.

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  5. Ottima recensione carissima, molto interessante, ciao e buona serata, un abbraccio Angelo.

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  6. This bread is my meat, which I will give for the life of the world." May the blessings of God come to us and may we have a Happy day. ✋ ✋ ✋ 💞 🌼

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  7. you always motivate me to read books flo <3

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  8. Couldn't Even Imagine Living In A Labor Camp - My Wimpy Butt Wouldn't Make It Through The Night - Sending You Positive Vibes Your Way

    Cheers

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  9. Amazing post!
    Thanks for sharing 😍😍
    Regards:)

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  10. me gusta tomarme un cafe con un buen libro, este no lo conocia

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  11. That sounds very interesting!!    

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  12. Come sempre le tue recensioni sono molto curate e dettagliate... un invito alla lettura, anche stavolta!
    Kisses, Paola.

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  13. I dont know this book :) Best regards ;)

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  14. Da grande amante della lettura, dopo aver letto questa tua recensione, credo che metterò il libro in wishlist, sono certa che saprà regalarmi emozioni forti. Un caro abbraccio.

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    1. È un grande libro, davvero magnifico e importante!

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  15. Arata foarte interesant! 😍😍😍 Seara frumoasa! 🌸🌸🌸

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  16. Quante cose che non conosciamo ancora. Importante anche questa testimonianza, per non dimenticare.
    Grazie di averne parlato in questo modo egregio.
    Ciao carissima Flo e buona giornata.

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  17. Thanks for introducing this book!
    I will read it, very interesting!

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  18. It seems to be interesting ☺️

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